Palio di Legnano

Una città, 8 bandiere, infinite emozioni

Il Palio delle Contrade

Già alla prima edizione del 1932 venne abbinata la disputa di una corsa ippica che però non si concluse in quanto un grave incidente che coinvolse un giovane fantino determinò la sospensione della gara e la conseguente non assegnazione della vittoria.

Ripreso nel 1935 registrò il primo vincitore ufficiale che dagli archivi storici risulta essere Vittorio Chiapparelli, che corse la finale per la contrada di San Domenico. Dal 1971 il Comitato Sagra decide di rendere obbligatoria la monta a pelo, più difficile ma sicuramente più spettacolare.

Dopo la sfilata del corteo storico e la carica della Compagnia della Morte, il Supremo Magistrato procede alla composizione delle due batterie mediante un sorteggio che viene effettuato al centro del campo. Il Supremo Magistrato estrae da un sacchetto quattro biglie che riportano i simboli delle contrade.

Le prime quattro contrade estratte correranno la prima batteria, le rimanenti 4 correranno naturalmente la seconda batteria. Lo stesso sorteggio, con l’ordine di estrazione, determina anche la posizione di partenza al canapo, in considerazione del fatto che quella più favorevole, ovviamente è quella più vicina allo steccato.

Lo svantaggio di trovarsi al quarto posto viene compensato dalla possibilità di determinare di fatto la partenza e conseguentemente poter partire di rincorsa. Spesso le partenze vengono ripetute più volte, è infatti molto raro che la partenza venga effettuata alla prima mossa. Si ricorda il 1994 come unico anno in cui sia le batterie che la finale furono corse senza false partenze.

Le batterie si corrono sulla distanza di 4 giri. I primi due classificati delle due batterie disputeranno poi la finale che invece si svolge su 5 giri. L’ordine di posizione della finale viene determinato da un apposito sorteggio che si effettua al termine delle due batterie.

Il 1961 è l’anno che registra quella che al momento rimane la prima e unica partecipazione di un’amazzone al Palio. Una caduta, senza conseguenze, avvenuta in finale le ha però impedito di vincere il Palio. Oltre al primo, del 1932, di cui si è detto, altre 3 volte il Palio non è stato assegnato; nel 1955, nel 1977 e nel 2006.