Il Medioevo a Legnarello

DA VENERDì 24 GENNAIO 2020 A VENERDì 20 MARZO 2020 – ORE 20.45

Gemme, Vestigia e Drappi Preziosi.
Magnifici oggetti e figure mitiche nel Medioevo.

Venerdì 24 Gennaio 2020 prende il via la tredicesima edizione delle conferenze organizzate e promosse dalla Contrada Legnarello.
Il tema scelto quest’anno è curioso e affascinante già dal titolo: “Gemme, Vestigia e Drappi Preziosi. Magnifici oggetti e figure mitiche nel Medioevo”.
Per quattro incontri, tutti di Venerdì alle ore 20.45 presso il Maniero (Via Dante Alighieri 21 – Legnano), verranno approfonditi temi e argomenti legati al Medioevo nel solito stile divulgativo che contraddistingue le serate giallo-rosse per continuare a scoprire un’epoca storica, a noi tanto cara, nelle sue diverse sfaccettature e declinazioni.

Come negli anni scorsi, continua la collaborazione con le scuole superiori del territorio. Gli studenti che parteciperanno agli incontri, firmando un apposito registro di presenza, potranno ricevere un attestato di frequenza utilizzabile per il riconoscimento dei crediti formativi.

Venerdì 24 Gennaio 2020
I gioielli iconici nel Medioevo
Relatore: Silvia Malaguzzi, Middlebury College Firenze
E’ una delle tante forme di itinerarium mentis in deum quello che si snoda fra i gioielli più iconici del Medioevo come la Corona ferrea, il Talismano di Carlo Magno, la cuffia di Costanza, la corona di Recesvindo, il gioiello di Alfredo o l’anello di Giovanni senza Paura.
L’indagine di questi pochi famosi gioielli miracolosamente salvati dalla distruzione tocca argomenti complessi come la funzione della letteratura lapidaria nella definizione del simbolismo delle gemme e della loro efficacia magica sulla salute del corpo e dell’anima, il ruolo dell’ornamento nel segnalare le sedi privilegiate della forza e del sentimento e della virtù nonché della funzione cruciale del gioiello nelle liturgie sacre e profane.

Breve profilo biografico
Silvia Malaguzzi è docente di Storia dell’arte del Rinascimento e di Storia del cibo nell’arte e nella letteratura presso Middlebury College in Italy. Si occupa da oltre venticinque anni di storia del gioiello (con una speciale attenzione al simbolismo dei materiali) e di iconografia degli ornamenti e delle gemme in pittura. Su questo tema ha scritto nel 2000 il libro Perle, nel 2007 Oro, gemme e gioielli nonché numerosi articoli per la rivista Arte e Dossier.

Venerdì 7 Febbraio 2020
Storia di un tesoro perduto. Le oreficerie scomparse dell’antico tesoro di San Giovanni Battista di Monza
Relatore: Roberta Delmoro, Università degli Studi di Roma La Sapienza
Dopo secoli di storia rocambolesca, il Tesoro del Duomo di Monza, che affonda le sue radici nei doni che Papa Gregorio Magno inviò alla quasi “mitica” regina cattolica dei Longobardi Teodolinda, ci perviene in uno stato ridotto e frammentato rispetto al Medioevo. Numerosi inventari e documenti figurativi ci descrivono e restituiscono nei dettagli gli strepitosi pezzi di oreficeria scomparsi o perduti nell’originario aspetto e che componevano il nucleo delle corone votive, dei calici, delle croci pendenti, delle croci astili, oggetti tempestati di cristalli, di pietre e di perle, diversi dei quali recanti iscrizioni di offerta dei reali Longobardi alla basilica di San Giovanni Battista di Monza. A questi si sommavano i doni acquisiti nel corso del Medioevo: la coperta di Evangeliario di Ariberto da Intimiano e il grande calice di Giovanni I Visconti, e l’ingresso nel Tesoro documentato solo dopo la metà del Trecento, della Corona di Agilulfo. L’occasione dell’incontro è dunque quella di ripercorrere le vicende di tali oggetti perduti che nell’insieme dei pezzi costituivano uno dei Tesori più celebri e ambiti del Medioevo cristiano.
Breve profilo biografico
Roberta Delmoro si è laureata in Lettere Moderne (Università degli Studi di Milano) e diplomata all’Université de Paris IV Sorbonne (D.E.A. Histoire de l’Art); si è specializzata in Storia dell’Arte Medievale e Moderna (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia dell’Arte Moderna, PhD (Università di Roma-La Sapienza), frequentando la Scuola di Paleografia, Diplomatica e Archivistica dell’Archivio di Stato di Milano. Autrice di numerosi contributi sulla pittura, la miniatura e l’oreficeria in età tardogotica in Italia settentrionale, ha fondato nel 2013 l’annuario di studi Monza Illustrata (Scalpendi editore/Aracne editrice) che dirige.

Venerdì 28 Febbraio 2020
Il drappo funebre dell’imperatore Enrico VII di Lussemburgo († 1313)
Relatore: Moira Brunori, Università degli Studi di Firenze
Nell’Ottobre del 2013, in occasione delle celebrazioni del settimo centenario della morte dell’imperatore del Sacro Romano Impero Arrigo VII di Lussemburgo (24 agosto 1313), è stata condotta la ricognizione della sepoltura imperiale collocata nel Duomo di Pisa. All’apertura della cassa i resti mortali dell’imperatore sono apparsi avvolti in “un drappo sottile tessuto a fasce” sopra il quale erano poggiati corona, scettro e globo crucigero. Il tessuto è uno sciamito operato di grandi dimensioni (320 cm di lunghezza per 120 di larghezza circa) realizzato in seta e lino con decoro a bande orizzontali alternate nei colori nocciola e verde/azzurro, nelle bande verde/azzurre compaiono coppie di leoni tessuti in oro membranaceo: una fascia di colore rosso violaceo posta nella parte alta della pezza reca all’interno tracce di un’iscrizione in caratteri arabi.
La ricognizione, eseguita dall’Opera della Primaziale Pisana, si è distinta per le finalità squisitamente scientifiche e per l’impiego di metodologie di studio avanzate applicate sia sui resti ossei che sugli oggetti del corredo funebre. Gli elementi di valutazione emersi dal confronto dei dati e l’apporto interdisciplinare dei vari settori di ricerca hanno aperto interrogativi tali da giustificare ulteriori supplementi di indagine che hanno prodotto risultati inaspettati e nuove ipotesi da indagare.

Breve profilo biografico
Moira Brunori si occupa di conservazione e restauro di antichi manufatti tessili operando per le maggiori istituzioni museali con incarichi in Italia e all’estero. Dal 1988 al 2003 conduce attività di restauro e ricerca presso il Centro di Restauro per la Tutela del Tessile Antico di Volterra. Segue progetti di cooperazione internazionale per la tutela degli antichi patrimoni tessili nelle zone di guerra contribuendo alla riapertura di alcuni musei a Gerusalemme Est e a Belgrado e lavorando sul posto alla formazione del personale. Dal 2007 al 2012 insegna presso l’Università di Firenze Tecniche di Restauro e Filologia del Costume. Attualmente è responsabile del laboratorio Restauri Tessili di Pisa presso il quale conduce l’attività di restauro nel campo della conservazione e del restauro del tessile.

Venerdì 20 Marzo 2020
Di spine e tesori, di re terreni e di re celesti: reliquie e reliquiari alla corte di Francia
Relatore: Laura Marino, Museo Diocesano di Cuneo
Nel lontano Medioevo le cattedrali sfavillavano di tesori e opere d’arte; non v’era chiesa che non avesse un reliquiario da portare in processione durante le festività solenni. Tra tutte, le più famose e leggendarie erano le reliquie della Passione: una potente calamita per la devozione dei fedeli, ma anche per i grandi sovrani che vedevano in esse strumenti di potere e legittimazione. Naturalmente, per esaltare il valore di questi importanti resti, spesso poco più che minuscoli frammenti, si forgiarono contenitori di pregio straordinario: gli artisti furono chiamati a elaborare creazioni in metalli preziosi, con gemme, perle, smalti e tutto ciò che potesse far intendere l’unicità del contenuto. Alcuni di questi oggetti sono giunti fino a noi, di altri non resta che una pallida eco attraverso le cronache dei secoli passati…cercheremo di ricostruire con le fonti e l’immaginazione i fasti dei tesori del Medioevo, con uno sguardo particolare alla Francia dei grandi Re.
Breve profilo biografico
Laura Marino, nata a Cuneo nel 1974, si è laureata nel 1999 all’università degli Studi di Torino in Storia dell’arte moderna sotto la guida di Giovanni Romano con una tesi dal titolo “Il patrimonio artistico delle chiese cuneesi all’inizio dell’età moderna: Santa Maria del Bosco – Santa Maria degli Angeli – Sant’Antonio”. Nel 2003 ha conseguito il diploma di Specializzazione presso l’Università di Bologna con uno studio sull’oreficeria in area cuneese tra Due e Cinquecento (relatore: Massimo Medica). Dal 2000 collabora stabilmente con l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Cuneo per il quale ha curato parte della catalogazione dei beni mobili e numerose mostre ed attività. Per il Museo Diocesano ha curato la parte scientifica dell’allestimento e coordinato gli studi, gli apparati didattici e le attività logistiche. E’ direttore del Museo dal 2019. Attualmente vive e lavora tra Cuneo e Torino. Conduce studi incentrati in prevalenza sull’arte regionale tra tardo medioevo ed età barocca. E’ membro della Commissione Diocesana di Arte Sacra; è guida turistica per la Provincia di Cuneo.

ULTERIORI INFORMAZIONI
Le serate saranno introdotte da Carla Marinoni Brusatori.
Grazie a Sa.Ga. Multimedia s.r.l. (Legnano) l’incontro sarà registrato e pubblicato sulla pagina Facebook della Contrada (www.facebook.com/contradalegnarello21/) e su Youtube la settimana successiva la conferenza.

Venerdì 20 Marzo 2020, durante l’ultima serata sarà possibile, presso il Maniero  in Via Dante Alighieri 21 a Legnano:

  • acquistare  il volume che raccoglie i contributi della XI edizione delle conferenze, edito da Lubrina Bramani Editore (Bergamo), dal titolo “Isotta, Belzebù e Sorella Morte. Il Medioevo tra contaminazione e modernità”
  • prenotare  il volume che raccoglie i contributi della XIII edizione delle conferenze, edito da Lubrina Bramani Editore (Bergamo), dal titolo “Gemme, Vestigia e Drappi Preziosi.
    Magnifici oggetti e figure mitiche nel Medioevo”

Per partecipare non è necessaria la prenotazione.
Ingresso gratuito.

Informazioni relative agli eventi della Contrada in programma: Calendario Giallo-rosso… e non solo
Sito Contrada Legnarello: www.contradalegnarello.it