San Domenico
La Contrada
Nell’ambito delle tematiche che caratterizzano la sfilata storica della Contrada, il tema dei giochi riveste un ruolo importante e significativo.
Trampolieri e sputafuoco, da anni ormai, rendono spettacolare il nostro passaggio per le vie della città. Quest’anno nuovi personaggi di teatranti e giullari completeranno questo gruppo pittoresco.
Erano attori occasionali, itineranti da un villaggio all’altro, vestiti semplicemente, nascondevano il viso con maschere rudimentali, fatte di pelli, di tessuti, di cortecce di alberi, di fogliame, ricostruzioni più o meno veritiere di teste di animali.
Ecco il cervo, il re del bosco e la sua forza, la volpe astuta, il coniglio timoroso, il lupo vorace.
Utilizzavano esclusivamente il linguaggio del corpo, la gestualità senza l’uso della parola. Creavano azioni, situazioni comiche e buffonesche.
A questi spettacoli si univano le acrobazie, gli sberleffi, gli scherzi dei giullari che creavano la comicità semplice e spontanea tanto apprezzata dagli spettatori di tutte le classi sociali. Le occasioni per queste rappresentazioni non mancavano: l’arrivo della primavera, la fine del raccolto, le festività religiose e natalizie. Tra sacro e profano si festeggiava e si esorcizzava la mala sorte.
La Sfilata
Nell’ambito della sfilata storica gli abiti del corpo nobile, intendendo con questa espressione i reggenti di Contrada, manifestano la preziosa e accurata esecuzione dei costumi sulla base delle fonti iconografiche di riferimento.
Nell’attuale sfilata, la ricerca storica e la maestria della realizzazione sono rappresentati dagli abiti del Capitano, della Castellana e del Gran Priore.
Per il costume del Capitano la fonte storica è un originale tessuto bizantino dell’XI-XIII sec., appartenente al tesoro di Vladimir e conservato nell’omonimo museo. L’abito è realizzato in seta operata con disegni geometrici nei toni del verde, contornati da un profilo color arancio.
L’abito della Castellana ci porta in Spagna nella cattedrale di Roda de Isabena ( XI sec), dove si trova il sarcofago di San Ramon. Il sarcofago riporta incise nella pietra le scene più significative della vita di Maria: l’annunciazione, la visita a Santa Elisabetta, la natività, la venuta dei Magi e la fuga in Egitto. L’alto bordo del costume, realizzato in shantung blu, riproduce tutte queste scene trasformate in ricami preziosi, colorati e vivaci. I personaggi sembrano prendere vita e trasmettono emozioni profonde a chi le osserva.
L’abito del Gran Priore, per la prima volta una donna a ricoprire questo ruolo, prende spunto per l’esecuzione dei suoi ricami da uno scrigno bizantino in avorio conservato al Metropolitan Museum of Art di New York. Sui lati dello scrigno sono scolpiti giovani combattenti in armi, mentre il coperchio è ornato da un corteo di ballerini che circondano una scena di caccia. I ricami, posizionati sulle lunghe maniche e sul bordo dell’abito riproducono i combattenti e i ballerini; sono realizzati in un cotone di tonalità neutra, e risaltano con particolare eleganza sul colore nero del costume.
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