Sant’Erasmo
La Contrada
La bandiera si lega alla storia del convento di Santa Caterina, dove visse Bonvesin de la Riva. Il corvo, simbolo della contrada, secondo la tradizione si recava in visita agli eremiti all’interno dell’ospizio. Si narra che dal convento ogni giorno sparissero dei pani dalla mensa dei frati che videro un corvo prelevarne uno e seguendone il volo scoprirono che si dirigeva verso una collina dove vivevano tre anziani, che al giungere del pane, lo che divisero benedicendolo. Sull’altura c’era una cappella con l’immagine di Sant’Erasmo e visto il prodigio, i frati aiutarono gli anziani iniziando la costruzione del primo Ospizio che ebbe come vessillo il corvo, i colori simboleggiano l’azzurro del cielo dove volava mentre il bianco l’amore e la carità. Scritti risalenti al XIV secolo testimoniano l’esistenza dell’edificio fondato da Bonvesin de la Riva.
La Sfilata
Apre la sfilata il Cavaliere con il Corvo, tradizione familiare che si tramanda dal padre Maurizio al figlio Luca Oldrini. Il suo abito, realizzato nel 2023, nasce dalla ricerca della fonte iconografica, in questo caso un fregio del portale dell’abbazia Sacra di San Michele (To), a cui fa seguito il disegno, la scelta dei colori ed il ricamo realizzato manualmente. Si compone di : gambeçon, maglia di ferro, soprasberga e camaglio.
Al centro della sfilata avanza la Reggenza ; l’abito del Capitano, realizzato nel 2025, è composto da sopravveste e sottoveste. Le decorazioni si basano su due fonti iconografiche : un cofanetto francese di Limoges per i ricami della parte inferiore dell’abito e l’Alba di Guglielmo da cui derivano i motivi di scollo, maniche e bordo della sopravveste. La sottoveste riprende gli elementi centrali dell’iconografia con realizzazione manuale del ricamo.
Segue la parte dedicata agli astri dove l’astrologo, protetto da un baldacchino, sfila attorniato da 12 ragazze con abiti che rappresentano i segni zodiacali, abiti rinnovati nel 2025 con iconografie tratte dal mosaico della cripta della Basilica di San Savino a Piacenza. Le vesti sono in cotone e per la decorazione è stata utilizzata la tecnica della stampa a timbro su tessuto, che consiste nell’impregnare di colore un blocco inciso e premerlo manualmente sulla superficie, riproducendo i motivi in modo ripetuto sui gheroni della sopravveste. I timbri sono stati realizzati partendo dai disegni su carta trasferiti su legno intagliato, per ottenere l’effetto in rilievo necessario alla stampa. I colori dei tessuti e delle decorazioni derivano da una ricerca storica che associa il tono di colore al corrispondente segno zodiacale.
Nella parte finale del corteo la sezione dedicata alla caccia, arricchita dal gruppo di Falconieri con abiti nobili, di tessuto più pregiato e ricamato, mentre i cacciatori indossano abiti in pelle e materiale più povero. Il tema rievoca la nobile arte della caccia con i rapaci, accompagnano il gruppo le loro dame e i bambini.
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